Chi vi guiderà :

Ogni gruppo è capitanato da una copia di guide.  Altri collaboratori chiuderanno le fila e terranno compatto il gruppo.

 Abbiamo deciso di prepararci ad accogliervi con 5 gruppi, gli orari di partenza dei gruppi sono come da volantino, 19.00/19.20/19.40/20.10/20.30.


       Primo gruppo partenza ore 19.00

Ecco le guide del primo gruppo.

 

Le vedete ritratte mentre “sistemano” il MAROT sotto lo sguardo della nonna, in un cortile di Giamosa. Quindi chi meglio di loro puo’ condurvi alla scoperta dei LOC , di questa frazione. Di sicuro oltre alla storia ufficiale, vi racconteranno anche delle curiosità del paese, e peccato che non sia stagione altrimenti vi farebbero anche “ saltar i marot ”.

 

Luciana Tavi: pensionata, e da quando è in pensione, é più impegnata di prima. Fà

parte del direttivo di Bellunesi nel Mondo, guida del museo stesso, intrattiene scolaresche e accompagna nelle visite, anche per la provincia “famiglie di Bellunesi”, residenti all’estero.

 

Sono Marta D’Isep e assieme Luciana Tavi, con la quale ho trascorso parte della mia infanzia, farò da guida al primo gruppo. Sono nata proprio a Giamosa in casa come avveniva in quegli anni e lì ho trascorso la mia infanzia, la mia adolescenza e la mia giovinezza ed ho coltivato le mie amicizie che mantengo tutt’ora. Nel lontano 1981 a 25 anni mi sono sposata e mi sono trasferita nella popolosa Cavarzano dove vivo tutt’ora assieme a mio marito e ai miei due figli (quando ci sono). Abituata a vivere in un paesino dove ci conoscevamo e ci salutavamo tutti, il risiedere in un grande quartiere pur dotato di ogni comodità, ma dove i rapporti tra le persone sono più difficili da instaurare, all’inizio per me non è stato facile. Ancor oggi quando ne ho la possibilità e tempo mi piace percorrere a piedi le stradine che circondano Giamosa e farmi quattro chiacchiere con le persone che                                                                                                                                                                               conosco fin da quando ero ragazza anche se oramai sono rimaste ben poche.

 

 

                     

 Paolo  Tormen   

Guida il secondo gruppo che parte alle ore 19.20

Mi chiamo Paolo Tormen, sono nato a Belluno 50 anni fa e ancora qui vivo e lavoro, completamente immerso nel mio habitat naturale costituito dal substrato rurale montano.
Appartengo al mondo agricolo non per merito ne per scelta, bensì per dono ricevuto. Il buon Dio, infatti mi ha riservato un posto privilegiato, in prima fila, per assistere al meraviglioso spettacolo della vita quel giorno che ha deciso di farmi nascere contadino. Non solo, ma mi ha offerto successivamente anche l'opportunità di partecipare alla rappresentazione del suo Creato non da comparsa ma con una piccola parte da protagonista che cerco di interpretare al meglio anche tutt'ora, nella quotidianità del mio lavoro, del mio tempo libero e delle mie relazioni familiari e sociali.

L'autore di:

 

 


Ezio e Claudio Roni

 

Terzo gruppo partenza ore 19.40

 

Eccoci qua, Claudio ed Ezio Roni, rispettivamente figlio e padre.

Analogie e differenze.

Io sono Claudio, nato il 6 settembre 1981, il figlio. Lui è Ezio, nato il 22 gennaio del 1951, il papà. Entrambi portiamo Salce nel cuore. Lui ci è proprio nato, perchè allora si usava nascere ancora in casa ed è venuto al mondo in località “al Bosch”, in una villa padronale dove fin da prima del 1700 (così narrano le cronache a noi note) i nostri avi della famiglia Roni lavoravano come mezzadri. Io invece sono nato all'ospedale civile di Belluno e a Salce sono arrivato all'età di 7 anni quando ci siamo trasferiti da San Gervasio a  Giamosa, momento dal quale mi sono letteralmente innamorato di questo piccolo ma meraviglioso “principato”. Lui conosce a menadito ogni singolo angolo di Salce e dintorni, io – lo ammetto – molto meno, ma rimango ancor oggi incantato a bocca aperta, come di fronte a un quadro che lui dipinge con le parole raccontandomi la vita rurale di quei meravigliosi anni '50 e '60, là dove la nostra famiglia affonda le sue radici più profonde.

Analogie e differenze dicevo. Partiamo da  quelle fisiche, se è vero come è vero che fin da bambino in tanti mi hanno soprannominato “Ezio piciol”! Diciamo pure che lo “stampino” è lo stesso! Ci distingue il colore degli occhi: azzurro cielo - in pieno “stile Roni” - i suoi, scuri - quasi mediterranei - i miei, che ho ereditato dalla mamma. Altri segni distintivi: i suoi baffi, oggi un po' “stinti” e la mia barba, talvolta a “geometria variabile”. La costante: da ché la gente si ricordi, li abbiamo sempre portati...addirittura la leggenda narra che siamo entrambi nati così! :)

Tutti e due ci siamo diplomati Ragionieri  all'Istituto Calvi di Belluno; io però poi ho deciso di dedicare qualche altro anno agli studi laureandomi in Economia e gestione aziendale a Trento.

Da sempre appassionati di calcio, abbiamo dedicato all'U.S. Salce  tante domeniche della nostra vita, sia come calciatori che come dirigenti. Al pallone abbiamo ambedue immolato anche le nostre ginocchia che sono fine precocemente sotto i ferri. Ci distingue la “fede” calcistica: lui “marchiato” a strisce rossonere, io – caso più unico che raro per un Bellunese doc – tifoso da sempre del Napoli e dunque “pecora nera” di tutta la famiglia.

Altra passione comune è quella per il ciclismo. Lui – Ezio – in gioventù lo ha anche praticato a livello dilettantistico, io invece mi sono limitato a “fingere” di praticarlo improvvisando qualche giro e gara con gli amici. Ma quando trasmettono qualunque corsa alla Tv o passa il Giro d'Italia nel Triveneto “Roni Junior” e “Roni Senior” sono in prima fila a seguire i corridori.

Come ogni buon figlio che si rispetti, durante gli studi, ho promesso a me stesso che non avrei mai fatto il mestiere di mio padre. Infatti ancora oggi non mi spiego come sia successo che faccia il bancario proprio come lo ha fatto lui per oltre 40 anni. Ezio però oggi si gode la pensione, io – stando alla “Busta Arancione” dell'Inps, me la “godrò” dopo il 2051!

Mi sembra di avervi detto, forse non tutto, ma sicuramente molto di noi. Quest'anno vi aspettiamo nella “nostra” Giamosa,  “a spasso par al loc” per raccontarvi tutto il resto e per “dipingere” anche di fronte ai vostri occhi la vita e la natura di questa nostra meravigliosa zona.

 


                         

 Marco  e   Fabrizio                D'Incà

Alla guida del quarto gruppo partenza alle ore 20.10

  Siamo giunti alla terza edizione della cammminata in notturna.

Stefano nella presentazione vi ha già spiegato le novità di quest'anno e siamo convinti di stupirvi ancora.
Guideremo il quarto gruppo io e mio figlio Marco.
Vorrei fare una considerazione sullo spirito della camminata.
E' un percorso che si effettua per la maggior parte di notte attraversando prati, boschi, strade di campagna.
Il buio ha il suo fascino, non ci consente di vedere bene il nostro cammino, altera la realtà, ci da un senso d'insicurezza.
Camminare di notte, in mezzo alla natura, é un'esperienza emozionante.
Potremo sentire, non vedendoli, il rumore di un torrente che scorre, il lontano abbaiare di un cane, il canto di una civetta, il profumo della vegetazione che si sta risvegliando dopo un lungo inverno.
E' un po' un modo nuovo di stare con noi stessi, lasciando scorrere i propri pensieri liberamente, anche se saremo in gruppo e questo ci conforterà.
Ogni tanto potremo ridestarci da questo stato ascoltando storie di guerra, di religione, di vita passata e assistendo ai vari intrattenimenti previsti.
Su tutto però aleggia la notte, che a volte impaurisce, ma in questo caso ci é dolce compagna di cammino.
Ecco, vorremmo che ognuno di voi si prepari mentalmente alle scoperte che farà lungo il percorso.
E' un po' come partire per un'avventura e non sapere bene come andrà a finire e cosa ci apetterà.
Vi aspettiamo numerosi! 
Fabrizio

Ci vediamo sabato 21 aprile.  


   Aldo e Davide              Bortot

Partenza ore 20.30 del quinto gruppo. 

 Eccoci qua, anche quest'anno siamo pronti, è la terza edizione di quella che definirei una bella esperienza sia per noi che la prepariamo, sia per voi che vi apprestate a viverla.

Mi chiamo Aldo e sono nato proprio a Salce 56 anni fà ed insieme a mio figlio Davide vorrei farvi scoprire storie, vicende e luoghi che fanno parte del tessuto sociale del nostro splendido paese. Le precedenti edizioni sono state molto apprezzate, durante il percorso ho avoto molti attestati di gratitudine da parte dei partecipanti per aver fatto conoscere loro, luoghi, che pur passandoci vicino piu' volte al giorno in auto, non avevano mai notato e tanto meno contemplato.

Io e mio figlio saremo orgogliosi di farvi da guida per questa terza edizione, anche perchè saremo le due guide dell'ultimo gruppo(il quinto) che partirà al tramonto, momento ideale che ci farà entrare in una favola intitolata "a spasso par al loc".